domenica 8 febbraio 2009

Morocco

In fondo a me piace tornare a casa, ma soltanto perchè questo implica che prima ci sia stata una partenza...
poi il viaggio finisce e ti porti dietro un nuovo bagaglio di esperienze e una buona dose di ricordi. Negli ultimi 12 giorni io, mia moglie Manu e il nostro cucciolo Elia abbiamo girovagato nel sud-ovest del Marocco e siamo stati avvolti dalle calde atmosfere e dalla cordialità dei suoi abitanti.

MARRAKECH
La prima tappa è stata Marrakech, complici le ottime tariffe aeree proposte da easy-jet, e nella "città rossa" abbiamo subito vissuto il contrasto tra il turismo e il viver comune, percorrendo in taxi i sontuosi viali d'accesso ai cui lati sorgono come i funghi gli hotels e i resorts, per poi costeggiare lo sfarzoso palazzo reale e, superati gli immensi bastioni della medina orlati di palme, immergerci in una realtà che si fa pian piano più concreta, più originale, più povera. In effetti rimaniamo un po' turbati quando Mohamed El Houf, il tassista, ci dice che siamo arrivati...nella piazzetta alcune persone ci osservano, iniziano ad arrivare dei bambini, si avvicinano carretti trainati da asini e nelle botteghe si riparano motorini e si vendono oggetti, il tutto nella polvere, in un caos frenetico. Subito però arriva il proprietario della Riad Morgane che ci accompagna a piedi nel labirinto di stretti vicoli nel quartiere popolare in cui c'è il nostro alloggio. Aperta la porticina ci ritroviamo in un piccolo regno da mille e una notte! Sistemate le nostre cose, ci affrettiamo ad uscire alla scoperta di questo nuovo mondo e siamo travolti dall'atmosfera vivace delle piazze e dei mercati, dove subiamo assalti a cui non siamo ancora preparati, e finiamo a scattar foto a pagamento a scimmie e serpenti...ripieghiamo allora in una piazza più tranquilla e per la prima volta ascoltiamo le preghiere dell'imam che dall'alto della Koutoubia invoca Allah e che saranno la periodica colonna sonora, diurna e notturna, della nostra vacanza.
Ancora contrasti: passeggiamo nella ville nouvelle, quartiere misto tra alberghi e residenze popolari, sfarzoso, ma in stile europeo, dove non si trova nulla del caos appena vissuto nel vecchio quartiere. Il giorno successivo ci perdiamo letteralmente nelle strette vie del Souq, il mercato, enorme e complicato, affascinante vetrina delle mercanzie marocchine e africane in genere, in cui vige l'arte del commercio e la simpatia dei mercanti, anche se un po' assillanti per le nostre abitudini occidentali. Comunque è un piacere girovagare tra spezie e vasellame, pesci e ciabatte in cuioio, frattaglie animali o mezzene e lampade intarsiate oltre a una miriade di altri prodotti variopinti e dai profumi intensi.
Troviamo qua e là delle moschee , degli hammam, visitiamo musei e residenze storiche e poi troviamo rifugio in giardini rigogliosi, ad esempio il cyber park, le Jarden Majorelle, les jardens d'Agdal.
Ottima la cucina di strada! Tajne e cous-cous, crepès e frutta secca, spremute e frullati di frutta e pasticceria al cocco, ai datteri, ai fichi.
La folle piazza Djemaa el Fna, "la place", è un circo in cui in contemporanea si esibiscono incantatori di serpenti, addestratori di scimmie, saltimbanchi e giocolieri, danzatori e pittori, suonatori e maschere, venditori di medicine naturali e dentisti, e , alla sera, bancarelle dove si cucinano piatti e si respira fumo.
Ancora scopriamo la parte storica della città, le innumerevoli moschee, il museo di Marrakech, la Medersa Almoravide, il quartiere ebraico, il palazzo reale con le sue torri ricoperte da nidi di cicogne, la kasba e i mercati minori, degli artigiani, dei tessitori, del pesce, della carne, dell'ortofrutta, delle porcellame, delle spezie.
L'altra caratteristica sconvolgente di Marrakech è il traffico, e me ne rendo veramente conto quando, affittata una macchina, dobbiamo attraversarla per uscirne!

CHICHOUAUA
Attraversiamo la grande pianura che da Marrakech va versi il mare e facciamo una sosta a Chichouaua, una cittadina dove si sta realizzando una trasformazione in funzione del turismo. Qui ci sono i cantieri per costruire un'immenso resort oltre a quelli per l'autostrada e, sinceramente, non capiamo perchè un turista dovrebbe venire qui in vacanza...

ANTI-ATLANTE
Saliamo i dolci pendii dell'Anti-Atlante inseguendo camion carichi all'inverosimile e attraversando villaggi arroccati e innumerevoli mercati lungo la strada. I panorami sono spettacolari, le rocce hanno tutti i colori immaginabili, ovunque troviamo pastori con le loro greggi e venditori di erbe spontanee: menta, assenzio, marjuana... ovunque ci affianca il cantiere dell'autostrada.

AGADIR
A quanto pare siamo usciti dal Marocco... Agadir è come qualunque città costiera del mondo... Rimini o Sharm el Sheik o Viareggio... ci godiamo per un po' le spiagge e i giardini e poi fuggiamo a sud.

SOUSS-MASSA NATIONAL PARK
La regione a sud di Agadir è una fiorente regione agricola, con moderne serre in cui si coltivano pomodori e zucchine, cetrioli e melanzane, peperoni e avogado. Nei campi si vedono coltivazioni di fave, agrumeti, oliveti, cereali e pascoli.
L'area estesa per 30000 ettari tra il fiume Souss e il fiume Massa è protetta e racchiude una natura ancora incontaminata. Accompagnati da Abdul, una guida che vive del turismo e abita nel parco, a Sidi Rabat, ci accompagna sulle dune costiere e lungo le paludi del Massa a incontrare gli Ibis sacri, rarissimi uccelli palustri, le tartarughe acquatiche, gli aironi e i cavalieri d'italia, le pernici e i cinghiali, le gru cinerine e i falchi.
Poi assaporiamo un po' le dune, spostandoci lungo la costa, nei villaggi dei pescatori e una piccola bufera di sabbia ci porta con il pensiero più a sud, dove, tra qualche anno, mi riprometto di andare ad incontrare il "vero"Sahara.

TAMRI E LA REGIONE DELL'ARGAN
A Nord di Agadir la costa atlantica si fa brulla e spazzata dai venti, è un paradiso per i surfisti e uno spettacolo per gli occhi.
Sul fiume Tamri si allevano cammelli e dromedari all'ombra dei bananeti.
Poi la strada sale in collina, dove regna sovrano l'Argan, pianta selvatica endemica da cui si ricava il mitico olio e che colora di verde le brulle colline rocciose.

ESSAOUIRA
Città costiera con imponenti bastioni portoghesi, accogliente località turistica e ritrovo di artisti in cui convivono docilmente le popolazioni locali e le orde di turisti.
Peccato il maltempo, con venti violenti e pioggia a catinelle, che creano un tanfo assurdo e una umidità eccessiva, con le strade del souq trasformate in canali...
Bellissimo (e buonissimo) il mercato del pesce, splendida la riad www.maisonduvent.com e bello il souq, ancora abbastanza originale nonostante il turismo.

Davvero un bel viaggio insomma, dove abbiamo incontrato la cultura berbera coi suoi immancabili thè alla menta, quella gnaoui con il folklore e la musica, quella saharawi coi turbanti e la cortesia. Una fetta di Marocco che rimarra nel cuore, in attesa del prossimo viaggio!

1 commento:

Annamaria ha detto...

Grazie per le tue sensazioni ed emozioni di viaggio. Conosco il Marocco e ci torno il 17 agosto i veste di accompagnatore di un gruppo di Avventure nel Mondo. Sei una delle poche persone che è arrivata al fiume Massa. Qualche hanno fa mi sono fermata in piccoli bungalow sulla spiaggia della foce e ne ho un ricordo bellissimo. Grazie ancora. Non perderti il Sahara vero...è meraviglioso. Grazie ancora. Annamaria