lunedì 30 marzo 2009

Di tutto, di più

Settimana impegnativa: devo risistemare tutte le serre, si ricostruisce il danno causato dal vento, ne approfitto per finire di restaurare le porte d'accesso, per tendere i teli e per interrare i nylon delle testate. Il buon Davi (l'amico "americano") mi da una grossa mano e tutto procede a ritmo sostenuto.

Sabato Manu e Lillo confezionano le uova di Pasqua per la vendita dell'associazione (ma il tutto va a ramengo per via della pioggia insistente di domenica... sarà per domenica prossima), intanto, per consolarci, organizziamo una cena all'agriturismo "Fior di zucca" di Murazzo, con ospite d'onore l'amico morè Omar, al quale dobbiamo rendere l'ospitalità che ci ha riservato in Burkina Faso, ma che ci fa il pacco e non viene... ma la cena va comunque benone!

Domenica, visto il cambio di programma, Io e Manu andiamo a visitare "Campus" a Torino: una fiera molto modesta, con pochi espositori mal assortiti... A pranzo andiamo ad approfittare del Sushi Giapponese preparato da Eataly: superbo!!!



Domenica pomeriggio cinema: Gran Torino. Bellissimo, grande Clint Eastwood!!!!!!



Intanto domenica sera va in onda REPORT, ma la mia intervista a quanto pare è stata tagliata...

clicca qui per vedere il video: http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html

Settimana di rientri: torna operativo l'amico Traore, dopo mille vicissitudini negli ultimi mesi per rinnovare ( a Foggia) il permesso di soggiorno. E' tornato un po' più magro, ospitato dalla struttura della Caritas e obbligato a presentarsi ogni mattina in questura, ma finalmente ha i documenti in regola! Anche Idrissa è risalito dal suo villaggio, pure lui dimagrito, ma davvero felice e rilassato: effetto Africa!

Oggi nei frutteti per applicare i ferormoni, per la lotta biologica alla cidia molesta, alla cidia funebrana e al rodilegno giallo. Ecco il sito del mio fornitore per info tecniche: http://www.lagrotecnico.it/ita/isomate.asp






mercoledì 25 marzo 2009

Via col vento !!!

Ieri a quanto pare soffiava forte... son volate via le serre, i teli biodegradabili da pacciamatura son finiti sui cavi dell'alta tensione, alcuni vetri si son rotti e il pollaio è stato divelto... oggi si ricostruisce pian piano, approfittando dell'occasione per sistemare anche un po' di cose.
Intanto procedono i lavori, Tista ha trapiantato le zucchine in serra e spollonato le giovani nocciole, e iniziamo a raccogliere un po' di cose: cavoli, spinaci e porri (pochi), cipollotti e insalate.
Sabato scorso serata cinema: The millionaire, bello, crudo e sarcastico, assolutamente realistico e tremendo, ma davvero bello!


Stasera riunione tecnica dell'associazione "Oltre la polvere" per sviluppare i prossimi progetti: di seguito un post che trovate sul blog dell'associazione: http://www.nongomanagare.blogspot.com/
Nuovi progetti alle porte!!! L’Associazione “Oltre la polvere” desidera comunicare che domenica 29 Marzo sarà presente con un banchetto davanti alla Chiesa dello Spirito Santo per le Messe delle ore 10 e 11 e al Santuario di Cussanio per la Messa serale per offrire delle uova di cioccolato in occasione della S. Pasqua. Il ricavato sarà utilizzato per inviare alla scuola del villaggio di Tebo’ in Burkina Faso del materiale didattico e per installare un pannello fotovoltaico che generi corrente elettrica per il funzionamento di un computer.Il computer sarà così il mezzo che consentirà ai ragazzi di Tebo’ di comunicare con dei bambini di Fossano per realizzare concretamente il nostro progetto un ponte di amicizia “un vicino di banco lontano”. I bambini di Tebò per ringraziarci dell’attenzione che stiamo dedicando loro ci hanno regalato tanti disegni che si prestano ad esser utilizzati come biglietti di auguri.
Se volete ordinarceli per telefono potete chiamare Manuela al 349 4002969 o Beppe al 3387015094.Il 19 Aprile saremo in Via Roma a Fossano durante il mercatino delle pulci. In questa occasione potrete trovare prodotti artigianali Burkinabè, coloratissimi Batik, statuette in bronzo, simpatici braccialetti, portachiavi e portamonete.Vi aspettiamo.

venerdì 20 marzo 2009

oggi mi do delle arie

SIAMO 2000!!!!!!!!!!!!!!!

Oggi ho scritto un po' di progetti legati all'attività didattica qui in cascina. Son contento, ho lavorato bene. Gli ultimi giorni ero preso dalle faccende agricole ma nel frattempo ho meditato e così approfittando della pioggia, ho buttato giù due idee.


Quest'anno accolgo più di 400 bimbi e ragazzi delle scuole (non tutti insieme...!) e voglio prepararmi per bene.



Approfitto per ringraziare gli amici di Slow food per avermi fatto partecipare al corso di formazione da cui ho tratto notevoli spunti, in particolare la formatrice Cristina Bertazzoni, a cui ho "rubato" il libro FARE SCUOLA IN FATTORIA, ma anche tutti i professori con cui ho avuto modo di chiacchierare e confrontarmi.


Alcune sere fa riunione dei fondatori dell'associazione "Oltre la polvere", con idee pasquali e progetti per il Burkina Faso, con una buona dose di dubbi etico-morali e con new entry da coinvolgere nei progetti... tra l'altro domani dovrebbe tornare Idrissa, il vicepresidente, con le immagini del nuovo pozzo e con, speriamo buone notizie da "mamma Africa".


Ieri sera invece ho partecipato al consiglio d'amministrazione del consorzio Fattoria amica di Coldiretti Cuneo, come al solito una bella occasione per confrontarsi e buttar giù idee.



Domani vado in gita a Savigliano, per la "Fiera della Meccanizzazione Agricola", a veder le novità e a prender voglia di comprar qualcosa...

martedì 17 marzo 2009

Settimana bestiale!

Ancora una volta all'agraria di Cussanio, anzi due, o no, tre: venerdì 6 con la classe II, con cui continuo l'attività di motivazione allo studio e, con piacere, li trovo piuttosto dinamici e interessati, ma ben presto mi rendo conto che la vivacità è un modo per mascherare una squadra di orchi... devo però dire che, a parte il mal di testa, non è stato male.
Martedì 10 e Venerdì 13 tocca poi a IV e V, questa volta per l'avviamento al lavoro... racconto la mia esperienza lavorativa, rispondo alle domande e attizzo il dibattito. I ragazzi hanno un po' di entusiasmo da spendere e devo dire che tutto sommato si rivelano due mattinate divertenti.

Tra lunedì e lunedì Lino muratore e il collega Richy rivoluzionano il cortile aziendale, che ora risplende dopo un inverno di fango e poltiglia... bel lavoro, ora potete venirmi tutti a trovare, direi che siamo più presentabili!

Lo scorso week-end invece l'ho dedicato ad un magnifico corso di "formazione per formatori", organizzato da Slow Food sui temi del CIBO BUONO-PULITO-GIUSTO, in quel di Piacenza.
Una faticaccia, visto che non sono più così abituato a star rinchiuso tutto il giorno in aula, ma ne è veramente valsa la pena!

Oggi torno finalmente operativo, e dopo aver sistemato il giardino in azienda, inizio a preparare i campi per seminare piselli, spinaci e fagiolini.

giovedì 5 marzo 2009

teoria e pratica

Mi trovo a preparare lezioni e corsi per la stagione formativa in arrivo e mi trovo a mettermi in gioco, a prepararmi ripassando e ritrovando concetti, a confrontarmi con altre realtà produttive, e tutto diventa una stimolante ricerca della perfezione... del giusto modo di spiegare le cose...
forse esagero, come dice Manu dovrei prenderla un po' più alla leggera... ma son fatto così e se credo in qualcosa lo voglio sostenere fino in fondo. Così studio.

Stamattina ho chiacchierato coi ragazzi della IA all'agraria di Cussanio, li ho trovati curiosi e tutto sommato me la son cavata bene, ma ho sudato un po' per sostenere tutte le loro domande, piuttosto tecniche e economiche, sulla mia attività e su un loro, seppur improbabile, futuro: devo dire che a una prima impressione non ci saranno tra di loro molti futuri agricoltori biologici... comunque qualche concetto dovrebbe esser passato.

Domani appuntamento con la II, sono un po' emozionato...

Inoltre domani dovrò confrontarmi con un bravo produttore orticolo per metter giù una lezione sulla gestione pratica degli orti scolastici... vedremo di usare tuta la dovuta la diplomazia per far uscire un discorso organico e funzionale, senza doverci prendere per i capelli sulle tecniche da utilizzare... (bio o non bio...???)


Nel frattempo, negli ultimi giorni ho letto La filosofia di Andy Warhol, scritto dall'artista Andy Warhol, edito da Bompiani nel 1986
Un libro che ho ripescato nella mia biblioteca, coinvolgente e simpatico, anche un po' folle e volgare, ma in cui in fondo si trovano pillole di saggezza del tipo : " Dopo aver pagato qualcuno non lo incontri più. Ma prima lo trovi ovunque"


Rimanendo più in tema ho letto "I diritti della Terra", di Sir Albert Howard, Slow food editore, traduzione italiana di uno dei testi fondamentali nel campo dell'agricoltura biologica, datato 1940 e, devo ammetterlo, l'ho solo scoperto adesso...

mercoledì 4 marzo 2009

si torna a scuola!


Stamattina son toranto alla mia vecchia scuola, l'Istituto Professionale per l'Agricoltura P. Barbero di Fossano, dove mi son diplomato una decina d'anni fa.

Partecipo ad un progetto di formazione dell'Istituto S.Carlo di Boves, nelle vesti di imprenditore ex-allievo e sarò "professore" per un ciclo di 5 lezioni nei prossimi giorni.

Stamattina ho chiacchierato coi ragazzi di IB, domani toccherà alla IA.
Esperienza interessante, anche se è stato un po' difficile tener alta l'attenzione e, soprattutto, mi è dispiaciuto trovarmi di fronte una folla di scettici!
Dubbi sull'utilità dello studio, dubbi sul proprio futuro professionale, dubbi sulla attendibilità delle certificazioni, dubbi sul sistema in generale... In effetti non sono dei gran prerequisiti con cui affrontare un percorso di studi professionali...ma tutto sommato i ragazzi mi son sembrati interessati a capire qualcosa in più...

Lavorativamente parlando la settimana tascorre tra una potatura di susine S.Clara e una ripulita al cortile, con un po' di programmazione delle produzioni con la cooperativa Bio ValGrana e con l'aggiornamento dei dati informatici.

mercoledì 18 febbraio 2009

non nevica più

Il sole splende, e torna a intravedersi l'erba nei campi, riesco a raccogliere qualche cavolo, un po' di spinaci, pochi porri.
Però il fango incombe e così i lavori fattibili si riducono a poche cose... al mattino lavoro col trattore, sul permafrost, al pomeriggio solo con gli stivali.

Riprende così il solito tran-tran, anzi, visto il ritmo direi piuttosto "tram-tram"!

La scorsa settimana:

Ho potato le susine ramazzine, che han ben passato l'inverno, con pochi rami spezzati e una buona crescita.

Bu ha lavorato nelle serre, piantando insalata e valeriana e ripulendo dalle erbacce le bietole , il prezzemolo e le cicorie.

Tista si è dedicato alla potatura della vigna, mentre in laboratorio si fanno le grandi pulizie di fine stagione.
Approfittiamo del momento di lenta ripresa per risistemare il cortile, e mi vedo impegnato in un lavoro ciclopico per estirpare la siepe di ligustro e alloro per far posto al nuovo accesso aziendale, più sicuro e più comodo per i camions... le piante debitamente potate saranno presto ripiantate, non temete, per la nuova siepe nel giardino che sto ancora studiando... come al solito coi nostri potenti mezzi fare questo genere di lavoro è una bella impresa, e arrivo a sera piuttosto provato... ma in fondo mi piace...

Inoltre Giovedì sera abbiamo fatto la riunione per l'associazine "Oltre la polvere" , definendo i particolari tecnici prima della partenza di Bu e Idrissa che, tornando a casa in Burkina Faso, porteranno con sè i fondi raccolti e seguiranno i lavori per la costruzione del pozzo.

Sabato scorso ho partecipato con estremo piacere al corso di formazione per formatori del progetto "Orto in condotta" di Slow Food, presso il Museo del gusto di Frossasco.

Lunedì 9 cena dagli amici de "I sette nani di Borgo S. Dalmazzo"
lunedì 16 cena dagli amici de "La pecora nera" di Pontebernardo, tanto per non perdere il vizio di stare in buona compagnia e diventa una buona occasione per conoscere alcuni "sovversivi":
salumeria Dho di Centallo: http://www.salumeriadho.it/
trattoria Roma di Castelletto Stura : http://www.trattoriaroma.it/

domenica 8 febbraio 2009

Morocco

In fondo a me piace tornare a casa, ma soltanto perchè questo implica che prima ci sia stata una partenza...
poi il viaggio finisce e ti porti dietro un nuovo bagaglio di esperienze e una buona dose di ricordi. Negli ultimi 12 giorni io, mia moglie Manu e il nostro cucciolo Elia abbiamo girovagato nel sud-ovest del Marocco e siamo stati avvolti dalle calde atmosfere e dalla cordialità dei suoi abitanti.

MARRAKECH
La prima tappa è stata Marrakech, complici le ottime tariffe aeree proposte da easy-jet, e nella "città rossa" abbiamo subito vissuto il contrasto tra il turismo e il viver comune, percorrendo in taxi i sontuosi viali d'accesso ai cui lati sorgono come i funghi gli hotels e i resorts, per poi costeggiare lo sfarzoso palazzo reale e, superati gli immensi bastioni della medina orlati di palme, immergerci in una realtà che si fa pian piano più concreta, più originale, più povera. In effetti rimaniamo un po' turbati quando Mohamed El Houf, il tassista, ci dice che siamo arrivati...nella piazzetta alcune persone ci osservano, iniziano ad arrivare dei bambini, si avvicinano carretti trainati da asini e nelle botteghe si riparano motorini e si vendono oggetti, il tutto nella polvere, in un caos frenetico. Subito però arriva il proprietario della Riad Morgane che ci accompagna a piedi nel labirinto di stretti vicoli nel quartiere popolare in cui c'è il nostro alloggio. Aperta la porticina ci ritroviamo in un piccolo regno da mille e una notte! Sistemate le nostre cose, ci affrettiamo ad uscire alla scoperta di questo nuovo mondo e siamo travolti dall'atmosfera vivace delle piazze e dei mercati, dove subiamo assalti a cui non siamo ancora preparati, e finiamo a scattar foto a pagamento a scimmie e serpenti...ripieghiamo allora in una piazza più tranquilla e per la prima volta ascoltiamo le preghiere dell'imam che dall'alto della Koutoubia invoca Allah e che saranno la periodica colonna sonora, diurna e notturna, della nostra vacanza.
Ancora contrasti: passeggiamo nella ville nouvelle, quartiere misto tra alberghi e residenze popolari, sfarzoso, ma in stile europeo, dove non si trova nulla del caos appena vissuto nel vecchio quartiere. Il giorno successivo ci perdiamo letteralmente nelle strette vie del Souq, il mercato, enorme e complicato, affascinante vetrina delle mercanzie marocchine e africane in genere, in cui vige l'arte del commercio e la simpatia dei mercanti, anche se un po' assillanti per le nostre abitudini occidentali. Comunque è un piacere girovagare tra spezie e vasellame, pesci e ciabatte in cuioio, frattaglie animali o mezzene e lampade intarsiate oltre a una miriade di altri prodotti variopinti e dai profumi intensi.
Troviamo qua e là delle moschee , degli hammam, visitiamo musei e residenze storiche e poi troviamo rifugio in giardini rigogliosi, ad esempio il cyber park, le Jarden Majorelle, les jardens d'Agdal.
Ottima la cucina di strada! Tajne e cous-cous, crepès e frutta secca, spremute e frullati di frutta e pasticceria al cocco, ai datteri, ai fichi.
La folle piazza Djemaa el Fna, "la place", è un circo in cui in contemporanea si esibiscono incantatori di serpenti, addestratori di scimmie, saltimbanchi e giocolieri, danzatori e pittori, suonatori e maschere, venditori di medicine naturali e dentisti, e , alla sera, bancarelle dove si cucinano piatti e si respira fumo.
Ancora scopriamo la parte storica della città, le innumerevoli moschee, il museo di Marrakech, la Medersa Almoravide, il quartiere ebraico, il palazzo reale con le sue torri ricoperte da nidi di cicogne, la kasba e i mercati minori, degli artigiani, dei tessitori, del pesce, della carne, dell'ortofrutta, delle porcellame, delle spezie.
L'altra caratteristica sconvolgente di Marrakech è il traffico, e me ne rendo veramente conto quando, affittata una macchina, dobbiamo attraversarla per uscirne!

CHICHOUAUA
Attraversiamo la grande pianura che da Marrakech va versi il mare e facciamo una sosta a Chichouaua, una cittadina dove si sta realizzando una trasformazione in funzione del turismo. Qui ci sono i cantieri per costruire un'immenso resort oltre a quelli per l'autostrada e, sinceramente, non capiamo perchè un turista dovrebbe venire qui in vacanza...

ANTI-ATLANTE
Saliamo i dolci pendii dell'Anti-Atlante inseguendo camion carichi all'inverosimile e attraversando villaggi arroccati e innumerevoli mercati lungo la strada. I panorami sono spettacolari, le rocce hanno tutti i colori immaginabili, ovunque troviamo pastori con le loro greggi e venditori di erbe spontanee: menta, assenzio, marjuana... ovunque ci affianca il cantiere dell'autostrada.

AGADIR
A quanto pare siamo usciti dal Marocco... Agadir è come qualunque città costiera del mondo... Rimini o Sharm el Sheik o Viareggio... ci godiamo per un po' le spiagge e i giardini e poi fuggiamo a sud.

SOUSS-MASSA NATIONAL PARK
La regione a sud di Agadir è una fiorente regione agricola, con moderne serre in cui si coltivano pomodori e zucchine, cetrioli e melanzane, peperoni e avogado. Nei campi si vedono coltivazioni di fave, agrumeti, oliveti, cereali e pascoli.
L'area estesa per 30000 ettari tra il fiume Souss e il fiume Massa è protetta e racchiude una natura ancora incontaminata. Accompagnati da Abdul, una guida che vive del turismo e abita nel parco, a Sidi Rabat, ci accompagna sulle dune costiere e lungo le paludi del Massa a incontrare gli Ibis sacri, rarissimi uccelli palustri, le tartarughe acquatiche, gli aironi e i cavalieri d'italia, le pernici e i cinghiali, le gru cinerine e i falchi.
Poi assaporiamo un po' le dune, spostandoci lungo la costa, nei villaggi dei pescatori e una piccola bufera di sabbia ci porta con il pensiero più a sud, dove, tra qualche anno, mi riprometto di andare ad incontrare il "vero"Sahara.

TAMRI E LA REGIONE DELL'ARGAN
A Nord di Agadir la costa atlantica si fa brulla e spazzata dai venti, è un paradiso per i surfisti e uno spettacolo per gli occhi.
Sul fiume Tamri si allevano cammelli e dromedari all'ombra dei bananeti.
Poi la strada sale in collina, dove regna sovrano l'Argan, pianta selvatica endemica da cui si ricava il mitico olio e che colora di verde le brulle colline rocciose.

ESSAOUIRA
Città costiera con imponenti bastioni portoghesi, accogliente località turistica e ritrovo di artisti in cui convivono docilmente le popolazioni locali e le orde di turisti.
Peccato il maltempo, con venti violenti e pioggia a catinelle, che creano un tanfo assurdo e una umidità eccessiva, con le strade del souq trasformate in canali...
Bellissimo (e buonissimo) il mercato del pesce, splendida la riad www.maisonduvent.com e bello il souq, ancora abbastanza originale nonostante il turismo.

Davvero un bel viaggio insomma, dove abbiamo incontrato la cultura berbera coi suoi immancabili thè alla menta, quella gnaoui con il folklore e la musica, quella saharawi coi turbanti e la cortesia. Una fetta di Marocco che rimarra nel cuore, in attesa del prossimo viaggio!

giovedì 5 febbraio 2009

Ritorno a casa

Rieccomi: bello, bellissimo viaggio, bella vacanza, un sacco di cose da raccontare. Aspetto però lo sviluppo delle foto e poi vi racconto tutto. Magari domenica, ora devo riprendere le redini della situazione, consegne e forniture, ordini e contatti, si riparte, insomma, al lavoro!!!... per ora solo un assaggino!

http://www.riadmorgane.com//



venerdì 23 gennaio 2009

Prima di partire


Stamattina ho fatto le valigie. Ultime 48 ore per sistemare un po' le cose prima di partire. Guardo fuori dalle finestre per fissarmi nella memoria i panorami di casa, per poter poi ritrovare la strada... (tra l'altro, stamattina valeva davvero la pena guardar fuori, c'era un alba fantastica, clicca QUI per vederla!!!)



E' una delle sensazioni più belle per me quella legata alla partenza: devi decidere cosa vuoi ancora fare e cosa rimandare, cosa portarti dietro e cosa lasciare a casa.

Poi, finalmente non resta che rilassarsi, staccare una parte del cervello e riporla in un cassetto, per far spazio alle nuove esperienze, ai paesaggi e alle cose da vedere, alle persone da incontrare e alle sensazioni da provare.

Il viaggio inizia, ripercorri i sentieri già tracciati nei sogni e già percorsi a mente, sulle mappe, su internet, nei racconti letti.

Ma a questi, sempre, devi aggiungere l'enfasi della realtà, il piacere che si prova a poter concretizzare un'idea, il poter sentire i profumi, gli odori i sapori e le sensazioni che solo l'essere in un posto può farti vivere.

A me succede sempre, viaggiando, di sentirmi soddisfatto, di sentirmi felice.

Questa esperienza la condivido con Manu, mia moglie ed Elia, mio figlio. E' la prima volta che voliamo insieme a lui e sarà una nuova avventura; spero di riuscire a trasmettergli la mia passione per il viaggio, la mia curiosità, ma sono convinto che ci divertiremo un sacco.

Non credo che riuscirò a scrivere sul blog nei prossimi giorni, ma di sicuro, come sempre, scriverò il diario di viaggio e scatterò un mare di fotografie, cercando di portarmi a casa quante più emozioni possibile. Al ritorno pubblicherò anche qualcosa.

Da domenica, però, consideratemi in ferie!

lunedì 12 gennaio 2009

Agricoltura e MTv

Ho trascorso l'ultima settimana pigramente, un po' frastornato dalla improvvisa perdita dei miei lunghi capelli (complice Romina la peluquera), da una brutta influenza intestinale, dalla neve che continuava a scendere e dalla conseguente apatia che mi caratterizza in questa stagione. Ho letto, o meglio, riletto testi di scuola e libri di agricoltura, di orticoltura, di agricoltura biologica e di ecologia, articoli su riviste di settore e ho navigato in internet. Tutto in vista della nuova stagione formativa che mi vedrà nell'improbabile veste di formatore per insegnanti, ragazzi, bambini e adulti che si alterneranno qui in azienda e in varie altre sedi per progetti di collaborazione, per attività didattica in fattoria, per formazione professionale e altro.
Bello, stimolante e arricchente, mi è sempre piaciuto studiare e raccontare ciò che faccio. Ma come al solito le nuove scoperte vanno calate nella vita quotidiana e così le fondamenta della mia professione vengono riportate a galla, mi ritrovo a confrontarmi con i concetti di ecologia e con il modo in cui li applico, mi ritornano in mente le lunghe chiacchierate fatte qua e la per il mondo con amici agricoltori o attivisti o sindacalisti o cuochi o musicisti o banchieri o medici o persone qualsiasi e rifletto, rifletto. Nella mia scatola cranica ripesco parole a caso : organic farming, foot-print, coltivazione mista, permacoltura, inquinamento, risorse, gruppi d'acquisto, produrre ortaggi per campare (come ama spesso ribadire mia moglie...), comunità di lavoro, salari, cibo buono-pulito-giusto o se preferite bio-eco-equo... Poi guardo dalla finestra, c'è la neve, e il mio cervello va come in loop, come quando il disco salta su un granello di polvere e torna alla traccia precedente, sempre, inesorabilmente le stesse tracce da ripercorrere ancora e ancora... e mi assale la pigrizia, e mi corico davanti alla tv e spero in un buon documentario, lo trovo, parla di scimpanzè e poi di foche, va bene, ma poi finisce e "zappo" fino a trovare un qualcosa di decente... capito spesso su MTv, questa settimana mi ha regalato forti emozioni, con "MTv for peace" , con i soliti flash news crudi e schietti, con l'irriverenza dei cartoons... oppure spero in un buon film, ma ormai sono diventati rari come l'acqua nel Sahara, e mio figlio mi fa risorgere, e vuole giocare, e gioco.

martedì 6 gennaio 2009

vergogna e sviluppo

Esco dal circolo ARCI "I Sette Nani" di Borgo S. Dalmazzo, con in mano un paio di libri: l'amico Marco, che gestisce il locale con Paolo e Dani, condivide con me la passione per la lettura e così quattro chiacchiere su un libro letto in comune sono sempre un bel modo per passare il tempo.
Tra i due, avvicinandosi il mio viaggio in Marocco, scelgo di iniziare a leggere "BILAL - il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi", scritto dal giornalista Fabrizio Gatti, edito da Rizzoli.
Clicca qui per aprire la recensione

E' un diario di viaggio, di un viaggio folle che il protagonista fa calandosi nelle vesti di un immigrato clandestino. E' la cronaca di infinite storie che si intrecciano, di persone provenienti da stati africani ed est europei con in comune il sogno dell'Europa, ma che per molti si trasforma in un incubo. Sono 493 pagine, una quindicina d'ore di lettura, non riesci più a smettere, vuoi sapere come vanno a finire le storie narrate. Un libro che spaventa, soprattutto se capisci che l'Italia e fortemente coinvolta in quei drammi, anzi, ne è il motore, alimentando il mercato nero e la prostituzione, fornendo contatti e protezione, in un organizzazione che coinvolge mafia, politica e forze dell'ordine... Queste tremende rivelazioni sono fatte dal giornalista che, dal di dentro, raccoglie le informazioni direttamente dai clandestini, dagli scafisti, dai cuochi dei centri di accoglienza per profughi, dalle guardie nelle caserme in mezzo al deserto del Sahara, dai "caporali" delle piantagioni di pomodoro in sud Italia e dagli imprenditori milanesi...
Racconta la disperazione di chi fugge dalla povertà dei propri paesi, di chi si fa ingannare pur di poter partire, e viene derubato dei propri averi e della propria dignità lungo il suo viaggio. La giustizia e i diritti umani sono manipolati e ciascuno diventa schiavo di propri pensieri, dovendo scegliere tra una morte certa e un lavoro non retribuito.
Stanotte ho faticato a dormire.
Sono stato spesso vicino a persone che mi han raccontato il loro triste passato di immigrati, ho vissuto anche per quindici giorni in uno dei paesi citati nel libro. Oggi, grazie a Marco e a Gatti ho capito alcune cose in più su quel triste mondo.

Se vi va leggete quel libro, fa male, è vero, ma apre tanto gli occhi! E tra l'altro è scritto davvero bene.

C'è un passaggio, che ora non riesco a ritrovare, che scrive pressapoco così: a mezzogiorno, da queste parti, anche l'ombra va a cercar riparo sotto le scarpe...

lunedì 5 gennaio 2009

programmi

Questi 5000 peperoni li pianto qui, le 100000 cipolle le metto là, di pomodori me ne stan solo 200... Rieccomi, come tutti i mesi di gennaio, impelagato nelle programmazioni di produzione. In questo periodo siamo tutti pieni di buoni propositi e l'ottimismo del momento va cavalcato per pensare alla grande all'anno che arriva. Come sempre è un momento di profonda crisi psicologica, di pensieri e ripensamenti, sulle capacità produttive della mia azienda e sulla forza lavoro che ho a disposizione; è un valutare i risultati di produzione dell'anno appena trascorso e rivederli in funzione degli insuccessi e dei successi di vendita. Poi, come sempre c'è il fattore disponibiltà di spazio... già perchè di serre ne ho solo un tot e ci vorrei sempre far stare più di quello che possono accogliere... poi c'è la questione clima...quest'anno non so quando finalmente si scioglierà la neve e potrò così lavorare il terreno ed iniziare i primi cicli stagionali... e ancora c'è il fattore tempo, perchè e vero che potrei potenzialmente vendere una quantità enorme di, per dire, fagiolini, ma devo anche considerare il tempo necessario a raccoglierli. Non ultimo c'è il fattore costi, perchè ogni impianto nuovo porta con sè una serie di spese che vanno anticipate rispetto al tempo dei pagamenti...

Ma in fondo queste sono le cose che rendono interessante il mio mestiere!!!


Quello che mi dispiace è la fretta, che mi è imposta da una serie di faccende: entro il 31 gennaio noi operatori del metodo di agricoltura biologica siamo tenuti a presentare il piano annuale di produzione (PAP) in cui dobbiamo indicare tutte le colture che intendiamo mettere in campo per l'anno seguente, da gennaio a dicembre, stimandone anche le produzioni, e in base a questo riceviamo il diritto a certificare il raccolto che faremo. Inoltre, per poter accedere ai fondi della Comunità Europea, dobbiamo comunicare gli stessi dati alla Regione e al Ministero delle pratiche Agricole e Forestali, e tutti gli anni la trasposizione dei dati si rivela un lavoro ciclopico, visto che le quasi 40 colture che si susseguono sui miei campi vanno suddivise catastalmente in tutti quei mini-appezzamenti che compongono la mia variegata azienda... Per finire devo programmare le semine dell'azienda vivaistica da cui mi fornisco di piantine che, a ragione, pretende di avere il tempo per seminare ciò che io gli chiedo... e stiamo parlando di circa 300 -350 mila piantine...


Insomma, c'è di che divertirsi! E io, garantisco, mi diverto un sacco!!!

mercoledì 31 dicembre 2008

Paris??? Spotorno!!!

A volte ti trovi a cambiar rotta, e così, causa neve, treni troppo cari e aerei inavvicinabili, si ripiega su una dignitosa serata al mare, in buona compagnia, con cucina fai da te.
Parigi ci accoglierà ancora, ne son certo, ma dovrà aspettare.
La meta del nostro capodanno diventa così Spotorno, in Liguria, nell'alloggio della famiglia di Manu, con Davi e Candela.
Un buon inizio d'anno, mi fa sempre piacere svegliarmi senza vedere il solito panorama (per altro bellissimo) del nostro monte Monviso con riflessi sopra i primi raggi di sole del mattino e la gelida gallaverna spalmata sui rami degli alberi in giardino.



Ieri mattina il sole era già alto e illuminava le onde che spinte dal vento correvano a ovest e i gabbiani, anche loro in balia del vento, sostituivano le più famigliari gazze e cornacchie.




domenica 28 dicembre 2008

Bufere d'inverno

-13° venerdì notte, con la neve che "scendeva" in orizzontale e imbiancava i tronchi degli alberi, riempiva le terrazze e si infilava in ogni fessura, serre comprese... stanotte -11° e ormai all'esterno tutta l'acqua ha dimenticato di esistere allo stato liquido, rifugiandosi nella stretta morsa del ghiaccio. Ancora una volta mi ritrovo a far la calà, come diciamo noi piemontesi, a toglier la neve dai cortili, e devo lottare con i meccanismi del trattore inchiodati dal freddo. Il paesaggio si fa surreale, sembra di stare in siberia (non che io ci sia mai stato, ma diciamo che me l'immagino così...).
Allora ci si rifugia in casa, vicino alle stufe, a leggere dei buoni libri e a scrivere e navigare sul web.
Oppure si va al cinema, e ieri sera quasi per caso son capitato a vedere il nuovo film di Salvatores "Come Dio comanda". Davvero notevole, per quanto duro e crudo. Un film che ti scombussola lo stomaco, che fa vacillare la facile morale e i preconcetti su cosa sia giusto o sbagliato. Un bell'esempio di amore parerno, visto da un'angolazione che ti fa rabbrividire, ma pur sempre di amore si tratta. Un film che sconvolge e spaventa ma che nasconde una serietà profonda e una tragica realtà delle cose.

Oggi, un po' per sdrammatizzare, mi ritrovo a programmare il mio capodanno a Paris, a prenotar alberghi e decider le mete del tour autogestito che ci coinvolgerà in questo inizio d'anno.
Paris mi ha già accolto una decina di volte, ma il piacere di una passeggiata a St. Germain o una visita al museo di Scienze Naturali li rifaccio sempre volentieri.